New Effetti ottici

Punto cieco

Sapevate che i vostri occhi hanno dei punti ciechi (e non soltanto alle spalle della testa)?
Ognuno degli occhi contiene un’area che non ha fotoricettori perchè è occupata dal nervo ottico.
E’ difficile accorgersene perchè queste aree sono situate in punti opposti del campo visivo.
Comunque questi esempi che seguono serviranno a ‘isolare’ il vostro punto cieco.

Chiudi l’occhio sinistro e col destro fissa la croce.
Spostandoti ad una distanza di circa 30 cm dallo schermo il puntino nero dovrebbe ’svanire’ lasciando al suo posto un’area bianca.
Il cervello infatti cerca di riempire lo spazio vuoto con lo sfondo più probabile prendendolo in prestito dai contorni dell’area che non può essere osservabile.
Osservate infatti l’immagine seguente per rendervi conto di questo fenomeno.

 

La ‘x’ viene sostituita dalla barra nera…

 

Campo visivo

Fissate per una ventina di secondi il punto nero al centro di questa immagine…
Dovreste provare la sensazione che l’ombreggiatura scompaia pian piano per lasciare spazio soltanto al puntino nero!

Ciò accade perchè quando guardiamo una scena l’occhio non cattura tutti i particolari compresi nel campo visivo ma soltanto quelli relativi ad un’area ristretta che sarebbe quella attorno al punto che stiamo fissando.Dei continui movimenti degli occhi che noi comunque non avvertiamo permettono agli occhi stessi di spostare continuamente il punto di osservazione e al cervello di ricostruire una immagine più ampia e particolareggiata.

In questo caso quindi lo sguardo è concentrato sul punto e non sull’ombra che a poco a poco non viene più elaborata dal cervello e… scompare!
Provate adesso con quest’altra figura…

Qui il fenomeno sembrerebbe non avvenire!
In questo caso infatti le linee tratteggiate costringono l’occhio a muoversi molto di più in quell’area e quindi questo continuerà ad inviare al cervello anche le informazioni relative all’ombra.

 

Banda di Mach

Il fenomeno fu scoperto dal fisico Ernst Mach.
Nell’immagine che segue notiamo una banda di colore che passa gradualmente dal nero al bianco.
L’illusione sta nel fatto che ai lati della banda grigia centrale notiamo a sinistra una piccola striscia che sembra essere più scura del colore nero di partenza mentre a destra ne osserviamo un’altra che sembra più chiara del colore bianco all’estrema destra.

 

 

Illusione di Kanizsa

La nostra mente tende a ‘completare’ le immagini tenendo conto spesso solo dei particolari.
Per questo motivo nelle immagini seguenti vedremo delle figure che effettivamente non esistono.

Vedete un triangolo? E qui un cubo?
 
E tra queste intersezioni vedete dei cerchietti?
 
 
 

 

 

L’illusione del binario

Quando si accostano dei segmenti paralleli a delle linee oblique si può assistere alla nota illusione del binario chiamata anche l’illusione “dei segmenti di Ponzo” dal nome dello scopritore di questo fenomeno.

Nella figura qui sopra per esempio il segmento inferiore sembra più corto di quello che sta sopra mentre invece sono perfettamente uguali.
Ciò avviene perchè i nostri occhi interpretano la figura prospetticamente a causa delle due rette oblique laterali che simulano il cosiddetto “punto di fuga”.
Quindi i due segmenti vengono visti come se stessero su due piani differenti: quello in basso vicino a noi e l’altro più lontano.
Essendo poi in realtà di uguale lunghezza il cervello crede erroneamente che quello più “lontano” deve essere per forza più grande e così si genera l’illusione.
Una legge della percezione infatti, la legge di Emmert, postula:”La dimensione percepita di un particolare angolo visivo è direttamente proporzionale alla sua distanza percepita”, o in parole povere:”Più un oggetto ci sembra lontano, più ci sembra grande!”

              

   

Anche nelle figure qui sopra l’illusione prende vita dall’accostamento a rette oblique.
E nell’immagine inferiore notiamo che anche dei cerchi subiscono lo stesso tipo di ‘trattamento’.

In ognuno dei casi quindi la figura poszionata vicino al punto di contatto delle due rette laterali viene vista come se fosse più grande dell’altra anche se così non è!

 

 

 

Il punto di fuga

Il tipo di illusione ottica di cui abbiamo parlato nella sezione precedente l’illusione del binario viene maggiormente compreso quando ricreiamo effettivamente un ambiente tridimensionale mediante varie rette che sembrano congiungersi in un punto che nella rappresentazione prospettica viene definito ‘punto di fuga’.

 

In queste immagini effettivamente le figure che nella rappresentazione tridimensionale dovrebbero stare più distanti da noi sembrano più grandi!Nell’immagine inferiore poi proviamo a sostituire i segmenti con dei mostriciattoli…

 

…l’illusione sembra ripetersi!
E così a destra dove ripetiamo la figura umana per tre volte.

Infine vorrei mostrarvi una foto ‘ritoccata’ per spiegare come la nostra mente ragioni nell’interpretazione di una immagine tridimensionale. 

Se consideriamo l’uomo senza cappello nello sfondo e quello col cappello in primo piano non notiamo alcunchè di strano.
Ma se proviamo a spostare la figura del primo uomo accanto all’altra percepiamo che c’è qualcosa che non va!
Eppure è la stessa figura che è stata semplicemente spostata!

In pratica con questa operazione abbiamo spostato nella percezione prospettica il piano sul quale dovrebbe stare l’uomo posto nello sfondo.

Posto nel giusto piano le sue piccole dimensioni vengono ‘giustificate’ da quella che dovrebbe essere la sua distanza dal punto di osservazione.
Ma se viene posto su un altro piano questa giustificazione non viene elaborata e l’immagine ci appare ’sbagliata’! 

 

L’illusione delle distanze

Quando calcoliamo ad occhio la lunghezza di un segmento magari per raffrontarlo con un altro dobbiamo porre attenzione al contesto dove si trova perchè potremmo incappare in errori di valutazione o più esattamente nell’illusione di Müller-Lyer:


Quale dei due parallelogrammi accostati ha la diagonale più lunga?

 
Confrontate la freccia rossa e la blu…
Qual’è la più lunga?
© G. Sarcone, Carlton Publishing
  Qui i due segmenti verticali sono uguali?

 

 
Confrontate ancora le due frecce…
© G. Sarcone, Carlton Publishing
  Tra il segmento verticale e quello orizzontale qual’è il più lungo?

Come avrete immaginato in tutte le figure i segmenti che vi ho fatto confrontare sono uguali tra loro… ma non si direbbe!

L’errata interpretazione delle linee a causa dei contesti nei quali sono situate ci fa credere che le dimensioni siano differenti.

Per fare un paio di esempi:

Negli ovali in alto abbiamo confrontato l’asse maggiore di uno con l’asse minore dell’altro.
Essi sono della stessa lunghezza ma l’asse che appartiene all’ovale più grande ci sembra esso stesso di dimensioni maggiori!
Stessa cosa dicasi per le diaonali dei due parallelorammi!

Nelle due rette perpendicolari invece l’illusione deriva dal fatto che il segmento orizzontale è visivamente interrotto nel centro da quello verticale.
Questo quindi ci apparirà più lungo! 

Movimento apparente

 
Guarda la parte centrale dei disegni e muovi la testa avanti e indietro!
 
 
Fissa questi disegni per avere l’impressione del movimento!

 

 

 

 

 

 

 


Lascia un commento